L’integrazione dei rischi climatici nella valutazione immobiliare è oggi un cambiamento metodologico strutturale, non più un elemento marginale.
Il perito deve ora:
-
- interpretare dati di mercato,
- confrontarsi con incertezza scientifica,
- considerare percorsi normativi,
- valutare la resilienza a lungo termine degli asset.
Questa evoluzione impone una ridefinizione del ruolo del perito. Oltre a interpretare i dati di
mercato, il perito deve ora confrontarsi con l’incertezza scientifica, le traiettorie normative e la
resilienza a lungo termine degli asset. In questo modo, la professione entra nel campo dell’analisi
di transizione, dove il valore è inseparabile dalle dinamiche del rischio ambientale.
Integrazione del rischio fisico
Tipologie di rischio fisico
- Alluvioni (innalzamento del mare, esondazioni, eventi estremi).
- Siccità e cedimenti del terreno, soprattutto in aree argillose.
- Rischio sismico, oggi più integrato nei modelli assicurativi.
- Erosione costiera, con impatti su infrastrutture e uso del territorio.
Perché non possono più essere ignorati
- In passato considerati rischi eccezionali o assicurabili.
- Oggi, per frequenza e gravità, devono essere sistematicamente integrati nella valutazione. «Questo approccio non è più sostenibile.»
Effetti sul valore
- Tassi di capitalizzazione:
- rischio elevato → premio di rischio → valori più bassi;
- località resilienti → compressione dei rendimenti.
- Assicurazioni:
- premi più alti, coperture limitate o revocate → minore reddito operativo.
- Liquidità:
- minore profondità di mercato per asset esposti.
- Obsolescenza:
- degrado fisico, costi di manutenzione, vincoli normativi → durata economica ridotta.
Implicazione per il perito
- Necessità di una valutazione dinamica, basata su:
- dati spaziali,
- indicatori ambientali,
- proiezioni prospettiche.
Rischio di transizione
Origine del rischio
- Deriva da:
- politiche climatiche,
- normative energetiche,
- cambiamenti nelle preferenze degli investitori.
Meccanismi principali
- Tariffazione del carbonio:
- tasse o sistemi ETS aumentano i costi operativi degli edifici inefficienti.
- Costi operativi crescenti:
- utenze più costose,
- spese condominiali più elevate,
- costi di conformità normativa.
- Domanda degli inquilini:
- si sposta verso edifici efficienti e a basse emissioni.
- Rischio di sfitto e pressione sugli affitti per immobili energivori.
Normative chiave
- Certificato di Prestazione Energetica (EPC):
- può rendere un asset non affittabile senza investimenti significativi.
- Tassonomia UE:
- definisce cosa è “sostenibile”,
- influenza accesso al capitale, costi di finanziamento, domanda degli investitori.
- Quadri SFDR e CSRD:
- obblighi di trasparenza che incentivano l’allineamento ESG.
Impatti sul valore
- Asset “green”:
- migliore accesso al capitale,
- costi di finanziamento inferiori,
- maggiore domanda.
- Asset “brown”:
- restrizioni di finanziamento,
- premi di rischio più elevati,
- possibile esclusione da mandati di investimento.
Stranded assets
- Beni che diventano:
- non conformi,
- non redditizi,
- non affittabili,
- obsoleti prima della loro vita fisica.
- Effetti:
- interruzione dei flussi di reddito,
- CapEx sproporzionati,
- crollo della liquidità,
- erosione rapida del valore.
Conclusione chiave
- L’ESG è ora un fattore determinante della valutazione, non un elemento accessorio.
L’ESG non è più un semplice elemento aggiuntivo nella rendicontazione; è un fattore determinante per la valutazione.
Le considerazioni ambientali, sociali e di governance non si limitano più ai quadri di informativa o ai commenti qualitativi. Esse influenzano direttamente la stabilità dei redditi, i requisiti di spesa in conto capitale, le condizioni di finanziamento e, in ultima analisi, la liquidità e il prezzo degli asset.
Il perito deve quindi integrare le dinamiche di transizione non come un semplice aggiustamento marginale, ma come una componente fondamentale della determinazione del valore.
Dall’adeguamento ESG all’architettura del rischio
Leve operative dell’architettura del rischio
- Adeguamenti del tasso di sconto:
- premi di rischio aggiuntivi, calibrati e giustificati.
- Rendimento di uscita (exit yield):
- anticipare decompressioni future dei rendimenti.
- Modellizzazione dell’obsolescenza:
- CapEx, normative, obsolescenza funzionale.
- Haircut prudenziali:
- aggiustamenti conservativi per riflettere incertezza e scenari avversi.
Effetto complessivo
- La valutazione diventa:
- meno descrittiva,
- più analitica,
- basata sul rischio,
- orientata all’incertezza futura.
Questa trasformazione non implica l’abbandono dei principi di valutazione tradizionali. Richiede
piuttosto di estenderli per adattarsi a un mondo in cui i rischi futuri sono sempre più determinanti per il
valore attuale.
Nuove funzioni del valutatore
Il valutatore assume ruoli ampliati:
- Traduttore del rischio:
- converte informazioni ambientali e normative in implicazioni finanziarie.
- Interprete delle probabilità climatiche:
- valuta rischi fisici e di transizione con dati imperfetti o in evoluzione.
- Analista lungimirante:
- integra scenari di lungo periodo nelle conclusioni attuali.
Principio finale
- Non si abbandonano i principi tradizionali: «Richiede piuttosto di estenderli per adattarsi a un mondo in cui i rischi futuri sono sempre più determinanti per il valore attuale.»
RIFERIMENTO European Valuer Journal • Numero n. 39 • MAGGIO 2026

